Le relazioni sociali
La socializzazione è molto importante per l’uomo e purtroppo in tempi di epidemia da Covid-19 è stata necessariamente limitata.
#iorestoacasa è un decreto del governo che ha a cuore la salute degli italiani. Ogni regola imposta suscita una prima reazione di opposizione o di condivisione. C’è chi comprende l’importanza del sacrificio e rispetta le regole imposte e chi invece ha difficoltà ad accettare le limitazioni. Ne consegue che per la sana paura del contagio si vive in isolamento sociale, con tutte le difficoltà ed i problemi correlati.
Una recente pubblicazione scientifica evidenzia che i rapporti sociali sono importanti per la salute e la longevità umana. (“Why Social Relationships Are Important for Physical Health: A Systems Approach to Understanding and Modifying Risk and Protection”. Holt-Lunstad J, pubblicato su PubMed nel 2018 (clicca qua per il link all’articolo). Un altro ancora evidenzia che l’isolamento sociale prolungato può indurre cambiamenti stabili nel comportamento umano ed animale. (“The Neuropeptide Tac2 Controls a Distributed Brain State Induced by Chronic Social Isolation Stress”, Moriel Zelikowsky, pubblicato su Cell.com volume 173 n°5 il 17/5/2018 (clicca qua per il link all’articolo).

L’isolamento aumenta la depressione e l’ansia?
Chi è in isolamento obbligato per quarantena in ospedale o a casa, ha un’ulteriore difficoltà psicologica e sociale. La ricerca scientifica “The psychological impact of quarantine and how to reduce it: rapid review of the evidence” (pubblicato su The Lancet il 14.3.2020 (clicca qua per il link all’articolo), ad opera di studiosi del King’s College di Londra, rileva che le difficoltà psicologiche della quarantena possono durare a lungo e fornisce indicazioni per alleviarle, soprattutto in merito alle informazioni da dare e alla durata dell’isolamento. I ricercatori affermano che «Lo studio ha mostrato una vasta gamma di impatti psicologici della quarantena, tra cui sintomi di disturbo post-traumatico da stress, depressione, sentimenti di rabbia, paura e abuso di sostanze».
Inoltre chi è costretto a vivere in un clima familiare aggressivo e violento ha ovviamente un ulteriore bisogno di aiuto (“Covid-19. Violenza sulle donne: Actionaid, rafforzare il 1522 e gli strumenti online per dare supporto immediato” pubblicato in rete il 13.3.2020 (clicca qua per il link all’articolo) https://www.agenpress.it/2020/03/13/covid-19-violenza-sulle-donne-actionaid-rafforzare-il-1522-e-gli-strumenti-online-per-dare-supporto-immediato/).
Fortunatamente la necessità d’isolamento sociale è graduata alle necessità preventive sanitarie ed è temporanea.

L’informazione
La necessità di essere informati è indispensabile, anche perché si ha l’impressione di compartecipazione. Però il surplus di notizie sull’epidemia induce una normale saturazione d’interesse e una difesa per l’aumento della paura e delle fake-news.
 Come consiglia l’Organizzazione Mondiale della Sanità, scegliamo fonti certe d’informazione, come quelle della Protezione Civile e del Governo, limitiamole ad aggiornamenti mono o biquotidiani (comunicato OMS del 6/3/2020 “Evita di guardare, leggere o ascoltare notizie che ti fanno sentire ansioso o in difficoltà; cercare informazioni principalmente per adottare misure pratiche per preparare i tuoi piani e proteggere te stesso e i tuoi cari. Raccogli informazioni a intervalli regolari, dal sito Web dell’OMS e dalle piattaforme delle autorità sanitarie locali, al fine di aiutarti a distinguere i fatti dalle voci”.).

Cosa fare durante l’isolamento
Una delle regole per essere infelici è desiderare sempre tutto quello che non si ha e non dare valore a ciò che si possiede.
Prima si conduceva una vita sfrenata e stressante e si desiderava un attimo di pace. Ora che siamo tutti a casa ci manca la vita attiva e la libertà nei rapporti interpersonali.
Ci si lamentava delle città caotiche, affollate e piene di smog, ora ci fa paura la desolazione nel vederle vuote e non ci si ricorda che l’aria è fresca frizzante e pulita grazie alla minima circolazione dei veicoli.
Ci si lamentava dell’inquinamento acustico cittadino e adesso ci spaventa l’assordante silenzio.
Ci si lamentava che non vedevamo crescere i nostri figli, o che stanno sempre fuori casa, adesso abbiamo invece il piacere di gustare la loro compagnia.

L’epidemia e l’isolamento ci hanno fatto apprezzare ciò che avevamo e ci hanno indotto a riflettere sui reali valori della nostra esistenza e della salute psicofisica. Fasi di depressione, di ansia, di paura, indotte dalla presenza del coronavirus possono e devono essere superate!

Piccolo vademecum

1) Accetta e condividi le regole, comprendendone l’importanza
2) Guarda il bicchiere mezzo pieno e pensa in positivo (in ogni impedimento c’è un giovamento)
3) Valorizza positivamente ciò che hai e sarai contento
4) Cura la tua persona; mangia sano e con regolarità assumendo cibi ricchi in fibre e di vitamina C; bevi almeno 1 litro e mezzo d’acqua al giorno; dormi le ore necessarie al tuo benessere (almeno 7 ore a notte); lava spesso le mani, non trascurando l’igiene e la cura del corpo; non trascurarti restando in pigiama; attiva trattamenti di bellezza fai-da-te; fai attività fisica domiciliare, cura la casa e cura lo spirito con meditazione, yoga, preghiere.
5) Non isolarti: i social servono anche a questo
6) Apprezza la compagnia dei tuoi conviventi e di te stesso
7) Coltiva passatempi positivi e interattivi, ascolta musica, leggi cose piacevoli: sii creativo ed esprimi l’artista che è in te
8) Cavalca la tigre delle emozioni, non opporti e impara a gestirla: le emozioni colorano la vita
9) Renditi utile e benevolo verso gli altri
10) Se hai bisogno non far da te: chiedi aiuto al tuo psichiatra o al tuo psicologo di riferimento
11) Gioca con i tuoi bambini, tranquillizzali e aiutali a rispettare le nuove regole

Una canna al vento si piega, ma non si spezza come la forte quercia (“The Tao of Gung Fu” di Bruce Lee Papers; la favola “La Canna e la Quercia” di J. De La Fontaine, ispirato dalla favola “La Canna e l’Ulivo” di Esopo 620 a.C.).
La vera forza è fare di necessità virtù (di San Girolamo: “Facere necessitate virtutem”, 340-420 d.C.) per il bene comune e assecondare il cambiamento.

A cura di:
EDA Italia Onlus – Associazione Italiana contro la Depressione
www.edaitalia.org

 

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www.unicorno.it

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