L’io come cervello

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di Patricia S. Churchland

Raffaello Cortina editore


Che vi piaccia o meno (che vi getti nello sconforto o meno) abbiamo tutto dentro, signore e signori, tutto racchiuso all’interno della nostra scatola cranica: le esperienze ultraterrene di pre-morte, le visioni dell’aldilà, il sonno, i sogni, l’attrazione fatale per la vicina di casa, e persino il corredo valoriale, la predisposizione alla solidarietà, sono da ricondurre a una questione in più o in meno di serotonina, di dopamina, di ossitocina, di ipossia (disponibilità dei livelli di ossigeno), di pratiche di apprendimento (semplifico ancora): nulla a che vedere con il creazionismo, il “fatti a immagine e somiglianza di Dio”, con l’anima intesa come concetto immateriale. Il libro è così, denso e bellissimo, leggibile con una facilità persino accattivante. Un libro propedeutico da tenere a portata di mano nei giorni di maggiore oscurantismo. Un libro che spiega in senso meccanico ciò che piuttosto tende ad essere spiegato in senso immateriale – libero arbitrio, sessualità, autocontrollo, altro ancora -, con un coraggio e una tale forza delle idee da fare salutare l’Autrice come una delle più lucide divulgatrici neuroscientifiche di questi anni.

Mario Bonanno, 19 settembre 2004
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